Cooperativa Agricola Firenzuola
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La procedura di allevamento è affidata operativamente al singolo allevatore aderente alla Cooperativa e registrato in un "elenco di allevatori" ed è così strutturata:

  1. anagrafica (marcatura auricolare e passaporto);

  2. accettazione dei controlli (CAF, organismo terzo);

  3. conservazione documentazione relativa alla rintracciabilità dei bovini (corretta tenuta registri stalla);

  4. rispetto degli obblighi previsti dal DPR 317/96 e successive modifiche ed integrazioni e del Disciplinare di etichettatura carni bovine CAF in merito a ristalli, nascite, morti, registro di stalla e avviamento dei bovini al macello.

Entrano a far parte del circuito di etichettatura facoltativa della CAF solo i capi bovini nati esclusivamente in Italia. Nel caso di arrivo di nuovi capi di bestiame in azienda, di nascita o di morte di animali, l'allevatore ha un tempo massimo di ventinove giorni per avvertire la CAF e fornire tutti i dati contenuti nel passaporto dell'animale: numero matricola, sesso, paese di nascita, data di nascita dei singoli capi, data di ingresso in stalla, tipo genetico. Tali dati saranno registrati dalla CAF nel proprio sistema informativo direttamente collegato al sistema centrale. In tal modo ha inizio il percorso di tracciabilità del bovino. Ogni allevatore potrà far registrare la razza del proprio animale nel sistema informativo solo se produrrà copia del certificato di Libro Genealogico alla CAF.

Lo scopo principale delle aziende socie è quello di valorizzare le produzioni di montagna. Le aziende sono ubicate, infatti, in collina e in montagna dove non è possibile praticare l'agricoltura intensiva. Gli allevamenti biologici sono a ciclo chiuso e seguono il sistema della "linea vacca-vitello", nel quale il vitello nasce libero e resta con la madre fino allo svezzamento, un sistema di allevamento sviluppato per la valorizzazione zootecnica della collina e, in particolare, della montagna mugellana. Le mandrie vengono allevate dalla primavera all'autunno nei pascoli (alpeggi montani), mentre i vitelli destinati a produrre carni BIO vengono svezzati a sei mesi e portati nel centro aziendale dove vengono allevati liberi in box ed alimentati prevalentemente con prodotti aziendali, quali cereali e foraggi essiccati, alimenti biologici per l'apporto di sali minerali e proteine esclusivamente di natura vegetale e non OGM (così come previsto dalla normativa Europea sull'alimentazione degli animali biologici). La fase di ingrasso è eseguita nei centri aziendali nel rispetto delle attuali normative comunitarie e regionali sulle produzioni zootecniche biologiche e sul benessere animale.

Allevemanto